CICLO IRREGOLARE: DA CHE COSA STAI SCAPPANDO?

Con il metodo Epanouie possiamo leggere la ciclicità di una donna offrendole una fotografia della donna che è in questo momento della sua vita nei vari ambiti della sua quotidianità (famiglia, lavoro, relazioni amorose, sessualità, realizzazione personale etc..)

Uno degli ambiti in cui questa lettura si rivela particolarmente sorprendente e utile è quando si rivolgono a noi donne con il ciclo irregolare.

Una premessa importante : c’è chi si sente non regolare se ha cicli di 32/35 giorni o 24/26 e chi non si sente regolare avendo cicli molto più lunghi o più corti.

Per noi poco importa “quanto siano irregolari” e se si possano tecnicamente definire così o meno. A noi importa il percepito delle donne che si rivolgono a noi e da lì partiamo.

La prima cosa che esploriamo insieme è la forma e la durata che hanno assunto le varie fasi in questo andamento irregolare (quali fasi si allungano? quali si accorciano? o quali saltano?). Dopodiché entriamo nel perchè questo accade ovvero “a cosa ti serve avere un ciclo di questo tipo?”

Ti portiamo qui un esempio molto semplice per iniziare a farti comprendere tutto quello che puoi scoprire da questo tipo di lettura.

Prendiamo una donna che ha cicli lunghissimi 50/60 giorni 

Potrebbe trattarsi, ad esempio, di una donna che “ha bisogno di ritardare/scansare” i momenti di riposo, una donna iperattiva che anche quando si dice stanca e sopraffatta ( e lo dice raramente perchè ha una resistenza enorme) non molla mai  la presa (non delega, non si ferma …piuttosto si spezza ma non si piega)

Oppure una donna che ha un ciclo “più corto del normale” potrebbe essere una donna che ha fretta di tornare a sentirsi in un certo modo; una donna che si sente bene in una specifica energia e non ama contattarne altre; una donna che fa fatica ad accettare alcune parti di sé (che non vuole incontrare e conoscere e le rifugge – qui bisognerebbe esplorare come è la mestruazione, se abbondante o meno e quanto dura per comprendere meglio.

Abbiamo portato questi questi due brevi e sommari esempi per iniziare a farti sapere che:

se hai davvero desiderio di sapere “chi sei” in questo momento, come stai funzionando e cosa ti sta sabotando o impedendo di raggiungere i tuoi obiettivi … entrare profondamente nel tuo ciclo mestruale può diventare la tua più grande risorsa di cambiamento

Possiamo farlo insieme attraverso una Lettura del ciclo individuale metodo Epanouie o puoi iniziare  farlo in autonomia, ma sempre con il nostro aiuto, attraverso i percorsi online (Fai pace con il tuo ciclo mestruale, Donna di potere in 28 giorni)

RISPETTARE IL TUO TEMPO: ECCO PERCHE’ E’ FONDAMENTALE

LA PORTA DEL TEMPO

Si dice che ci sia il tempo per ogni cosa.

Nella nostra società quella del tempo è diventata una scansione frenetica e totalmente avulsa dai ritmi naturali.

E così tutte noi veniamo cresciute in base a un tempo, a un ritmo che non è il nostro.

C’è chi ci si adatta piuttosto bene e crede di essere “a posto”, per poi sentire in alcuni momenti di non riuscire a sostenere sempre questo ritmo – ma poiché non sostenerlo significa “essere meno: capaci, performanti, in gamba, con le palle etc..” questi momenti in cui il corpo pretende un ritmo diverso vengono vissuti con malessere, fastidio, nervosismo, frustrazione.

C’è anche chi ci prova per una vita a stare a quei ritmi imposti ma proprio non ci riesce arrancando sempre e nutrendo sentimenti di svalutazione o scarsa fiducia in se’.

C’è un tempo per ogni cosa e se guardiamo alla perfezione della natura, non possiamo che averne conferma.

Eh se vivessi in campagna sarebbe tutto più facile! Dice qualcuna

Eh se potessi stare a casa e non lavorare o non occuparmi della famiglia e pensassi solo a me sarebbe più facile rispettare i miei tempi! Dice qualcun altra

Questi possono essere obiettivi ma non sono il mezzo per arrivare a vivere ognuna con il proprio ritmo.

Come portare quindi il ritmo naturale del femminile nel mondo di oggi? Nelle nostre giornate quotidiane, nel lavoro, nelle relazioni ?

Prima di tutto Conoscendo qual’è il mio ritmo!

Molte di noi non lo sanno, lo ignorano, lo hanno dimenticato.

Lo sappiamo bene Carine ed io che per tanti anni di vita, di lavoro di gestione famigliare abbiamo fatto appello alla forza di volontà, al tener duro sempre e comunque per poi trovarci stanche a piangere perché sentivamo che non “eravamo qui” per vivere così.

Conoscerci attraverso la nostra ciclicità è stata la chiave per ritrovare il nostro ritmo e negli anni abbiamo sviluppato “Epanouie” come metodo che accompagni tutte le donne a fare altrettanto.

Se io conosco il mio ritmo, in tutte le sue declinazioni, la vita diventa una danza e non una lotta.

Ti porto un esempio in relazione al funzionamento della nostra mente (sulla quale tendiamo a fare grande affidamento e che in alcuni momenti del mese tende a lasciarci a piedi). Se io conosco l’andamento della mia parte razionale e analitica durante il mio ciclo saprò quando dedicarmi ad una attività piuttosto che ad un’altra provando sempre piacere e non frustrazione (perché cerco di avvitare una vite con una bottiglia).

Il Corso base “Fai pace con il tuo ciclo mestruale” ti aiuta, tra le altre cose, a iniziare a trovare il tuo ritmo e a portarlo nella quotidianità.

Il corso avanzato Donna di potere in 28 giorni invece ti porterà a conoscerti nella complessità dei tuoi ritmi e a suonare la tua melodia sempre diversa senza paura e in armonia con la vita.🙏🏽 Donna senza sforzo

CICLICITA’ ED EMOZIONI CATTIVE

Il mondo emotivo di ogni donna è così ricco e spesso poco espresso o espresso in maniera non autentica.

Perché anche sulle emozioni è stato messo un veto – ci hanno insegnato quali sono quelle buone e quelle cattive.

Ci hanno insegnato quali sono quelle belle e in quale misura poterle manifestare e quali quelle brutte che non vanno provate e se si provano vanno represse.

Ho visto mia nonna riprendere spesso mia mamma “perchè rideva troppo”. Ho visto mia mamma non vivere mai la sua rabbia.

Si sono dimenticati dirci che questa selezione chirurgica e fittizia delle emozioni è impossibile Si sono dimenticati di dirci che siamo cicliche, che attraversiamo ogni mese delle energie che, volenti o nolenti, ci rimettono in contatto con quello che sentiamo in molti modi diversi.

E così abbiamo iniziato a sentirci spesso “fuori luogo” rispetto a ciò che sentivamo senza sapere bene perchè.

Per quanto possiamo aver perso la capacità di sentire, per quanto possiamo essere inconsapevoli di ciò che proviamo…quel movimento interiore si manifesta nella vita di tutti i giorni in tanti modi e nei vari ambiti della nostra vitaSpesso ce ne rendiamo conto solo quando quella manifestazione “non è piacevole”, “non è accettabile”, “va oltre il nostro controllo”.

Ma anche in questi casi tendiamo a credere che sia “un momento”, che ci sia qualcosa che non va in relazione a qualcosa che sta accadendo fuori (sul lavoro, in famiglia, nella relazione etc..) e invece quel qualcosa che sta accadendo sta accadendo dentro ed è anticoè la voce delle emozioni mai conosciuteè la voce delle emozioni represse e a tratti esplose malamenteè la voce dell’animaè la voce della donna che sei e delle donne che hanno contribuito a creare il femminile che vivi.

Abbiamo dedicato largo spazio alle emozioni in relazione alla ciclicità nei nostri percorsi: ne parliamo nel Corso base “Fai pace con le tue mestruazioni” e nel corso avanzato “Donna di potere in 28 giorni” perchè ognuna di noi possa tornare a prendere contatto con il proprio mondo emotivo in relazione alla propria ciclicità.

Quali emozioni sono tipiche di una fase o di un’altra?

Come ti senti tu in quelle fasi?

Cosa dice questo di te e della donna che sei?

Emozioni represse: ecco la chiave

Tutte le emozioni censurate, represse, non guardate VENGONO MESSE A NUDO nelle diverse fasi del ciclo.

Una fortuna! perchè potremmo dire che la natura ci da ogni mese la possibilità di entrare in contatto con il nostro mondo nascosto (e le nostre ombre).

Ma se non siamo consapevoli di questa “opportunità” e ogni mese, quando le emozioni più “scomode” si fanno avanti cerchiamo di combatterle affinché ci lascino in pace il prima possibile…finiamo per vivere alcune fasi del ciclo come mese con ansia, preoccupazione, desiderio di saltarle!

“Destino vuole”, come ci avete raccontato in molte, queste fasi “indesiderabili” si fanno spesso sempre più lunghe e ingombranti (premestruo lunghissimo, mestruazioni che si fanno attendere etc..).

Come fare quindi?

Intanto è importante che tu sappia questo: fase per fase possono presentarsi diversi tipi di emozioni “scomode”, represse, con cui non hai familiarità …quindi la nostra natura femminile ci aiuta ad andare incontro a questo bagaglio di “cose non guardate” momento per momento (non tutte insieme).

Ogni fase del ciclo infatti movimenta un certo tipo di energie e questo fa si che ci tocchino più cose e meno altre, che siamo più o meno sensibili, che alcune emozioni si facciano sentire specificamente in una fase e meno nelle altre.

Visto che probabilmente hai già sperimentato per qualche (o molti anni) la strategia della “fare la guerra” o “ignorare” con risultati non ottimali prova questo: inizia a esplorare l’andamento delle emozioni durante il tuo mese senza giudicarle. Se non ti senti di farlo da sola puoi farlo con noi, attraverso i video e il quaderno di viaggio che trovi nel corso base “Fai pace con il ciclo mestruale in 4 settimane” : questo ti consentirà da subito di iniziare a conoscerti a comprendere “come funzioni” anche a livello emotivo nella diverse fasi del ciclo.

Una volta compreso che cosa ti succede potremo, se vuoi, scendere nei “perchè mi succede questo” e finalmente sgombrare il campo.

Eros e Sessualità: quanto piacere ti concedi?

L’EROS CHE INCONTRI, L’EROS CHE CRESCE

Ho sempre sentito un forte Eros in me. Da piccola amavo tanto magiare e mi godevo il cibo come nessuno.

Mia mamma mi raccontava che quando avevo circa un’anno, quando si avvicinava a me con il piatto di pappa mi agitavo, piena di gioia, urlavo e avevo l’occhio destro che tremava. Lei rideva tanto e io ero super eccitata e felice di sapere che mi sarei goduta questo cibo.Più avanti ho scoperto l’autoerotismo e ho avuto il mio primo orgasmo a 9 anni… me lo ricordo perfettamente: mentre sentivo quest’onda invadermi pensavo “sto per morire” ma non riuscivo a fermarmi.

Per anni tutto questo piacere ovviamente era una cosa stupenda ma che non raccontavo a nessuno. Sentivo che era qualcosa da non condividere.

Mi vergognavo un pò, anche se nessuno non mi ha mai rimproverato niente, al contrario di tante famiglie che tendono a “diabolizzare” la scoperta dell’Eros e a incolpare i bambini quando si scoprono. Forse era semplicemente pudore non lo so. Ma la mia pulsione erotica era forte e mi godevo la vita un pò segretamente.

Crescendo e fiorendo sempre di più, questa pulsione è diventata un problema: sentivo di volere esprimerla ma che lo sguardo degli altri poteva giudicarmi.

Sopratutto lo sguardo delle donne mi faceva paura in realtà. Quello di mia madre, di mia nonna, di mia zia….

Non le vedevo come donne “libere” e in pace con il loro rapporto al piacere. Non si parlava di niente e quindi mi sentivo anormale. Malata. Adesso, quando mi ripenso come giovane donna capisco che dovere “nascondere” questo movimento mi ha impedito di vivere l’Eros con una cosa fondamentale: l’innocenza e la spontaneità.

Dovendo scoprire e vivere tutto da sola, ero costretta a sentirlo come qualcosa di “sporco” di “vizioso”. Così non ho iniziata la mia vita sessuale nei miglior modi possibili. Per avere un’Eros felice e consapevole ho dovuto conquistarmi questo diritto in qualche modo: affrontare paure, giudizi, restrizioni, tabù….

E scoprire da me quando la sessualità e il piacere fanno parte della vita e sono un grande regalo che ci è stato fatto. Ho dovuto sentire che il piacere ci avvicina al divino, che il corpo è un tempio e che l’amore unisce. Ho riscoperto che posso essere erotica e attraente e mi sono data il permesso di giocare con la vita in modo libero e gioioso.

Oggi vorrei portare questa consapevolezza, questa ampiezza a tutte le donne che incontro. Ho sentito troppe donne, in cerchio o in privato, dirmi che non si conoscevano, che non si masturbavano perché era una cosa “da uomo”, che non avevano mai vissuto un orgasmo….ho rivisto troppe donne golose ma sempre a dieta.

Ho visto troppe donne non amare il loro corpo e vedersi sempre brutte e non desiderabili… ho sentito troppe donne confondere l’erotismo e la pornografia e di conseguenza essere molto giudicanti verso loro stesse e verso le altre donne. Ho visto troppe donne isolate e ristrette in una vita poco “erotica”.

Tutto questo perché la maggior parte del tempo, le donne della famiglia non hanno saputo trasmetterci una conoscenza e un’accettazione di questo movimento.

Nessuna ci ha “educate” ad essere donne consapevoli del proprio corpo, del proprio desiderio, del proprio rapporto al cibo, alla sessualità, al sapere abitare i propri sensi e a godersi la vita.

Ecco perchè abbiamo deciso di integrare l’Eros nell’esplorazione del proprio femminile in “Donna di potere in 28 giorni”, appoggiandoci agli archetipi tipici delle 4 fasi e proponendo di riscoprire alcuni aspetti del piacere della vita.

Da donna a donna. Da cuore a cuore. In modo semplice e delicato, attraverso piccole meditazioni, danze e laboratori , per contattare e nutrire il proprio Eros nella quotidianità. E per includere totalmente questo movimento nel propio femminile “guarito” e potente.

Maggio 21, 2020

EROS E PIACERE: DANZA CON LA VITA

L’Eros: un movimento vitale che ci da la possibilità di danzare con la vita, sentire, emozionarci, toccare dei limiti e incontrare l’altro, attraversando confini reali e invisibili.

L’Eros è una via che ha trovato la vita per farci toccare l’amore attraverso i sensi. 

Lo incontriamo nell’esplosione di sapori sulla lingua quando mangiamo, quando un profumo ci rapisce e ci fa entrare nell’ unico momento reale: il presente. Lo incontriamo quando un corpo ci attrae, quando uno sguardo ci penetra, quando la freschezza delle pietre di un muro ci inonda di piacere durante l’estate calda,  quando la pelle si riscalda al sole, quando ci apriamo, come un canale che riceve e che da, quando ci fondiamo con la vita facendo l’amore, con tutti i sensi aperti, inebriati da perdere il senso della realtà toccando finalmente lo spazio felice dell’anima.

L’Eros è libero, potente, accogliente ma anche travolgente.

L’Eros ci permette di riconnetterci totalmente all’Esistenza.

L’Eros guarisce tutti i mali, tutte le paure, tutte le ferite… l’Eros è semplice e lento.

(foto di Claudia Biondini (http://www.claudiabiondini.com/)

L’Eros inizia con la dolcezza delle lenzuola sulla pelle la mattina, il tocco dei piedi sul pavimento quando ti alzi, l’acqua che scorre sul tuo viso per svegliarti, il profumo della doccia, l’odore del caffè, il rosso delle fragole, il bacio che dai e che ricevi, il respiro che ti culla, il sorriso che fa vibrare le tue guance e fa cantare il tuo cuore, la musica della voce di chi ami, l’acqua che ti disseta, il bacio nel collo, l’odore della pelle, il profumo del pane caldo….e esplode quando fai l’amore, selvaggia o dolce che tu sia.

L’EROS è APRIRTI ALLA BELLEZZA DI OGNI ISTANTE DELLA TUA PREZIOSA ESISTENZA.

L’Eros è una via… per vivere libera ed espressa, felice ed “épanouie”.

L’Eros è una via, un movimento per “incontrare Dio e la Dea” sulla Terra, nel proprio corpo. 

L’Amore nel cuore, la Pace nella mente e l’Eros nel corpo…. la vita può diventare estasi e l’Eros può permetterci di toccare il divino nella densità della forma fisica.

Entra nel tuo Eros, esploralo e riportalo in armonia con il tuo femminile e la tua ciclicità. Entra nel percorso Donna di Potere in 28 giorni.

“Donna di potere in 28 giorni”

Un percorso che aiuta le donne a ricontattare e a portare in tutti i piani dell’esistenza il POTERE FEMMINILE.

Si tratta di un viaggio di 28 giorni (come i giorni del ciclo mestruale), diviso in 4 fasi (4 settimane che sono mestruazioni, pre-ovulazione, ovulazione e pre-mestruo) durante le quali si viaggerà attraverso 7 livelli della propria individualità:

1-  Anima (l’invisibile, l’essenza, lo spirito), 

2- Mente

3- Emozioni

4- Sessualità e sensualità (anche creatività)

5- Azioni nel mondo (realizzazione, concretezza)

6- Messaggi del corpo

7- Integrazione (riposo)

Maggio 15, 2020

LASCIARE ESSERE IL PROPRIO CORPO…. E FINALMENTE AMARLO

Il corpo delle donne è un’ inno alla bellezza dalla notte dei tempi!

Rappresentato, dipinto, fotografato, proiettato, sognato… il corpo delle donne è sempre stato fonte di ispirazione per gli artisti certo, ma non solo…. 

Un corpo che rimane misterioso e affascinante, unico, che sia abbondante o secco, con le tette piene di latte e i fianchi tondi o con le tette piccole piccole, con la pancia tonda o con la pancia piatta… il corpo delle donne è bello come lo è Madre Natura.

Lo riconosciamo tutti, senza eccezione vero?

Ma allora perché facciamo così fatica ad accettarci e ad amare questo corpo così com’è?

Quante donne ho sentito dire “non mi piace… : il mio sedere, la mia pancia, il mio seno, il mio naso, i miei piedi, le mie mani, le mie braccia, i miei cappelli…”? Donne di qualsiasi età, colore, etnia…. Donne TUTTE BELLE al mio sguardo! Ma donne che si sentivano sempre in difetto per qualcosa.

Anche in me, ho sentito sin da quando ero molto giovane, questa necessità che il mio corpo FOSSE sempre “meglio” di com’era: con meno pancia, dei seni più fermi, senza ritenzione idrica, con delle gambe più muscolose…insomma una continua ricerca di un corpo diverso da quello con il quale mi svegliavo la mattina.

E poi un giorno ho capito, ho percepito, ho sentito che ero in negazione della mia forma, della mia bellezza naturale da sempre.

Mi potevano dire che ero bella, ma in fondo non ci credevo mai veramente.

La mia attenzione era su sempre quello che mancava o poteva essere “meglio”.

LE CONSEGUENZE DELLA NON ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO


Questo pensiero creava prima di tutto una sorta di SEPARAZIONE da me stessa e di conseguenza nutriva la mia ferita di abbandono e la mia paura di non essere amata (in realtà ero io a non amarmi, semplicemente).

In secondo piano mi costringeva a non rilassarmi mai: essere sempre alla ricerca della performance (mentale e fisica) per riuscire a raggiungere un potenziale obbiettivo, nemmeno tanto chiaro e pertanto irraggiungibile. 

Vivevo con, in mente, una proiezione del mio corpo in versione “migliore”, nel futuro, che mi avrebbe permesso finalmente di essere apprezzata e amata e allora si che avrei potuto rilassarmi…. 

Confondevo l’accettazione e l’amore, l’apprezzamento e l’appartenenza, le idee e la realtà.

Credevo di dovere rispondere a certi criteri per essere considerata veramente bella.

QUANTA FATICA!!!!! 

Quanti pensieri (spesso opposti tra di loro), quanti allenamenti in palestra faticosi e assolutamente non idonei alla mia natura, dai quali uscivo con la schiena rotta (mal di collo, mal di spalle….) ma con ancora la pancia come non la volevo!

(Anche perché la pancia delle donne può gonfiarsi e sgonfiarsi per mille motivi, ad esempio in relazione alle fasi del ciclo mestruale).

Ma cosa c’è sotto questo bisogno di essere bella?

Oggi vedo finalmente come attraverso quest’atteggiamento, questa negazione del corpo, quest’esigenza di essere bella “come lo dice la società”, agivo una paura molto più profonda: quella di non essere vista, amata, accettata. Quella di non potere avere una relazione che mi avrebbe permessa di non sentirmi mai più sola….

Che illusione! 

Tutta questa ricerca di una perfezione immaginaria e irraggiungibile.

UN’IDEA DI COME SAREBBE DOVUTO ESSERE IL MIO CORPO, mi teneva lontana da una cosa: ABITARLO, SENTIRLO, PERCEPIRE OGNI CELLULA, OGNI MOVIMENTO e aprirmi al PIACERE.

IL CAMBIAMENTO

Un giorno (e ti assicuro che ma non è mai troppo tardi!), mi sono svegliata, e ho sentito quanto era bello abitare il mio corpo.

L’ho guardato come un’opera della natura.

Ho guardato le sue macchie, le sue cicatrici, il colore della pelle, le sue rughe, le unghie, la pancia, il seno, il sedere, le cosce….

E ho ringraziato ogni parte di me. Ho ringraziato anche ogni organo.

Ho detto grazie grazie grazie. E ad ogni grazie il sorriso e la gioia si amplificavano.

Questa pratica nata spontaneamente mi ha permesso di collegarmi alla forza e alle fragilità del mio corpo e prendermene cura, attraverso il riposo, la delicatezza, il nutrimento, il movimento che ama (per me danzare per esempio o fare pratiche semi meditative come lo yoga),  il respiro, il piacere… e di conseguenza non essere mai più sola veramente!

A te donna, ho voglia di dire: qualsiasi sia il motivo profondo per il quale non apprezzi alcuni aspetti del tuo corpo, ricordati: lui è la tua casa.

E’ il luogo dove puoi sentire tutto: l’amore, la vita, le emozioni, il dolore, il piacere, le carezze, il sapore del cibo, il profumo dei fiori….

Lascialo essere. Potrebbe rivelarsi molto piacevole.

Aprile 22, 2020

PREMESTRUO: LA MIA FASE PREFERITA

Mia figlia è sempre stata la cartina tornasole del mio stato emotivo.

In passato mi sono spesso resa conto di essere in pre-mestruo perché avvertivo un nervosismo e una intolleranza davvero eccessive, sproporzionate rispetto alla situazione che lei mi stava portando.

Tutta l’accoglienza, la comprensione l’amorevolezza materna sembravano svaniti nel nulla lasciando improvvisamente il posto a una donna arrabbiata, scontenta, insoddisfatta, sopraffatta dagli impegni e dal suo ruolo materno.

Qualsiasi cosa “non andava bene”, il no la risposta più spontanea, lo statemi alla larga il mantra.

In tutti questi anni di lavoro sulla ciclicità femminile, e di osservazione della mia evoluzione personale di donna ho iniziato a sentire una certa attrazione per la fase premestruale…iniziando a sentire in quella “energia sconosciuta e forte” delle potenzialità. 

Se è vero che siamo cicliche e che ogni mese attraversiamo tutti gli archetipi è anche vero che la stagione della vita in cui ti trovi può ulteriormente amplificare o portarti dentro alcune fasi.

E così negli ultimi anni ho iniziato a sentirmi particolarmente potente in premestruo e a godere della capacità che questa fase dona di dire no, e di vedere chiaramente cosa non va.

Il tempo della saggezza è il tempo della verità, è il tempo in cui accomodamenti vari, manipolazioni, falsità non trovano più spazio e se ancora lo trovano ha un prezzo molto caro – una donna che cerca di negare la sua verità anche in questa fase, che cerca di farsi andar bene ciò che bene non va …potrà facilmente andare incontro a grandi problemi di umore, di gestione del controllo, di gonfiore, di dolori …

Mi è capitato spesso di raccontare quanto sia stato difficile per me crescere con una mamma che si è arrabbiata molto poco … sembra paradossale lo so ..ma il punto non è che lei non provasse rabbia…anzi , ne provava moltissima, ma avendo paura del conflitto (e forse della donna potente che nemmeno riconosceva di avere in sé) non si è mai permessa di esprimerla.

E così, anche io sono cresciuta con questo meccanismo di autocensura, che , oggi dico grazie ad alcuni avvenimenti della mia vita, è stato superato dalla NECESSITA’ direi quasi vitale di esprimere la mia aggressività imparando a farla diventare una risorsa.

E’ stato questo il passaggio chiave, per me, per iniziare a godere della fase premestruale, smettere i panni della donna controllante e dare spazio a ciò che sento, anche quando è un grande no.

Ma non hai paura così di ferire qualcuno?

Potrà esservi capitato in pre-emstruo di non riuscire a trattenervi e di sbottare malamente per poi dispiacervi e dirvi ..”ecco, se non controllo e dico quello che penso, questo è il risultato”.

NO

non è così

Se reprimi te stessa sempre, se non ti ascolti, se non ti lasci libera di sentire e di comunicare quello che senti fai sostanzialmente la pentola a pressione che quando arriva il pre-mestruo non riesce più a controllarsi sbotta e magari ferisce.

Il pre-emstruo NON E’ UN ALIBI

– il pre-mestruo è una OCCASIONE PER RICORDARTI CHI SEI,

e se sei te stessa non ferisci

Oggi il pre-mestruo è la mia condizione ideale…una di quelle in cui ho finalmente buttato la maschera per la gioia mia e di chi ho accanto.

Ancora una volta il modo in cui la relazione con mia figlia si è trasformata me lo conferma.

Lei sa, sente, vede chiaramente il mio possibile nervosismo, conosce il mio bisogno di “spazio e silenzio”, e non ha più bisogno di buttare benzina sul fuoco per aiutarmi a testare il mio senso di colpa o di inadeguatezza …io sono come sono, senza maschere, e lei è libera di essere la bambina che è 

(ps. spesso i nostri figli agiscono in un certo modo per aiutarci a vedere cose di noi, è come se si mettessero al nostro servizio …anche quando sembra vogliano farci impazzire … ma questo è un altro discorso …)

Vuoi vivere bene il pre-mestruo?

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DONNA E GUADAGNO

COME VA LA TUA VITA LAVORATIVA?

Sei soddisfatta? Guadagni quanto vorresti?

Hai mai pensato che potresti guadagnare molto di più?

Che rapporto hai con il denaro e con la possibilità di guadagnarne? 

Se dovessi raccontarti la mia esperienza potrei farlo così:

Fino a quando ho lavorato in un contesto “patriarcale” (seppur iperpopolato di donne), con una modalità maschile…ho avuto un discreto successo e guadagnato bene

Sapevo quanto mi costava ….

ma non sapevo che potesse esistere un altro modo di guadagnare … o prima ancora un altro modo di essere, di esistere, di manifestarmi

Pensavo fosse normale

anzi mi sentivo privilegiata a lavorare in contesti “elitari”, con persone di prestigio, per “cause importanti”

Sentivo che il mio essere donna (giovane e carina) richiedesse in qualche modo maggior impegno e rigore per dimostrare il mio valore, ma ancora una volta la consideravo una cosa normale – le donne si sa che devono faticare il doppio e se sono anche avvenenti saper stare attente

Ho sempre mantenuto la mia passione per le ”cose belle” ma anche l’abbigliamento era sempre declinato in versione “sobrietà”, “curato ma casto” (vanto la mia collezione di gemelli swarowski per camice abbottonate fino all’ultimo bottone) …

Ho temuto gli sguardi maschili troppo invadenti ma anche gli sguardi femminili giudicanti

Ho fatto il possibile per affermare le mie capacità professionali ed eliminare qualsiasi possibilità di “attacco” personale

A guardarmi oggi …vedo una donna che si sentiva minacciata su tutti i fronti solo per il fatto di essere donna

Vivevo un ambiente professionale maschile , seppur molto popolato nei livelli gerarchici medi, da moltissime donne … desiderose di affermarsi anche ai piani alti 

Donne spesso imbruttite, arrabbiate, aggressive …quelle si che mi facevano paura, più degli uomini dall’occhio lungo – in qualche modo da questi ultimi sapevo (o credevo di sapere) come difendermi … dalla rabbia delle donne …no.

Avevo molto timore delle donne arrabbiate, non ne avevo mai conosciute e non sapevo come rapportarmi … evitavo il conflitto a ogni costo

Solo dopo ho compreso che la mia paura per le donne arrabbiate derivava dal fatto che percepivo da quando ero piccola l’aggressività e la rabbia latente di mia mamma ma non essendosi lei mai permessa di manifestarla (educata così) sono cresciuta con la paura per qualcosa che sentivo ma che non potevo vivere liberamente.

Tutto ciò che è lasciato in ombra fa molta paura.

Anyway – torniamo al punto

Fino a che ho vissuto in un ambiente lavorativo dominato da dinamiche e logiche maschili – ignorando il mio femminile, anzi temendo che potesse compromettere il mio successo – ho guadagnato bene

E’ arrivata poi la svolta …

Ho abbandonato il lavoro, ho conosciuto e nutrito il mio femminile, sino a decidere di intraprendere una attività che mettesse il femminile al centro , non solo come tematica, ma prima di tutto come possibilità di essere e poi come modalità.

Ed è così che nel tempo le criticità relativamente al lavoro e alla possibilità di guadagnare facendo quello che amo, ma sopratutto facendolo da Donna e non da donna mascherata da uomo, ha iniziato a mostrare le sue lacune.

Se vivo pienamente il mio femminile, se lavoro e guadagno per la donna che sono … un limite, una barriera, qualcosa … impedisce che il flusso si materializzi

Ho riflettuto molto su questo

Ho rivisto la storia delle donne della mia famiglia rispetto alla questione lavoro e denaro

Dal ramo di mia mamma le donne sono state tutte “a carico” del marito o del padre, con la rabbia, la frustrazione, le difficoltà del caso – ma nessuna ha potuto/voluto lavorare e guadagnare denaro

Dal ramo di mio padre è apparsa una bisnonna imprenditrice …che girava armata perché rischiava continuamente la rapina

Devo aggiungere altro?

Questo è il bagaglio che come donna ho portato in me rispetto alla possibilità come donna di guadagnare senza limiti “interiori” 

Cosa significa iniziare a guardare – senza limiti – come donna?

– significa abbandonare il senso di colpa verso chi non ha potuto, non è riuscita, non si è permessa

– significa abbracciare la grandezza che risiede nell’essere se stessi (senza bisogno di travestimenti)

– significa correre il rischio di non avere bisogno di nessuno e impostare le relazioni affettive (di qualsiasi natura) solo su una base di amore e non anche di bisogno

– significa lasciare le donne della mia famiglia libere – libere dalla rabbia, dalla frustrazione …e responsabili delle loro scelte 

significa portare alla luce un nuovo modello di lavoro e di crescita – complementare/sostitutivo del modello maschile che ha portato il mondo al punto in cui siamo oggi 

e allora mi dico che forse non è solo per la storia delle donne della mia famiglia che le cose sono andate così

non è solo per la storia della donne della tua famiglia che le cose vanno così nella tua vita

si parla di generazioni intere di donne che non hanno avuto accesso alla realizzazione personale, alla ricchezza (se non per interposta persona), che hanno fatto rivoluzioni si ma che alla fine si sono omologate – in nome della parità di diritti – ad un sistema che non è in armonia con la loro vera natura

quindi per ognuna di noi, realizzarsi, guadagnare , vivere in autonomia oggi è un fatto che va molto al di là dell’esperienza personale

deve essere un movimento che ci vede unite, compatte, sicure, audaci, piene di amore e di fiducia

non si tratta di cambiare lavoro si tratta di cambiare sguardo, attitudine, modalità di manifestarci, obiettivi, intenzioni, desideri ….MISSIONE

Il femminile è legato alla madre terra…a una fonte fertile e generosa di vita, che non giudica, non priva, non limita

Possiamo lasciare andare il timore di ricevere tutto il nutrimento di cui abbiamo bisogno

Possiamo lasciare andare il timore di amate incondizionatamente, Possiamo lasciare andare la paura di essere “semplicemente noi stesse”

Lasciamo andare LA RINUNCIA e riconosciamo che la ricchezza è già in noi

Aprile 10, 2020

LA DONNA PIOVRA

Come vive le sue giornate

Sovraccaricata da cose da fare, va oltre le sue possibilità, tende a strafare, vuole fare tutto insieme e in una volta sola.

Si prende mille impegni in tutti i sensi che siano lavorativi, famigliari, personali.


Si disperde, fa tante cose, pensa a più cose insieme, mentre guida, mentre parla. È dietro a troppe cose e non vuole mai mollare niente.

Anche quando ha tanta energia tende ad esagerare e a non dosare il suo fare (fa tutto insieme e quindi si stanca comunque) e i suoi pensieri.

Potrebbe essere in burn out (va oltre le sue possibilità senza ascoltarsi e senza chiedere aiuto quando è necessario), frustrata, molto stanca. Vive nell’ansia da prestazione. Ha paura di sbagliare, di avere fatto male qualcosa.
Per fermarsi deve arrivare proprio al limite della stanchezza o avere un evento eccezionale che le richiede di fermarsi per forza.

Cosa potrebbe mancarle

IL PIACERE.

Vive quasi solo nel dovere. Troppe azioni fatte per farle, perché “vanno fatte” ma non perché le piace.

È bloccata in un modo di pensare e di essere.


Una delle chiavi per uscire da questa modalità devastante è di riscoprire la propria natura femminile che è CICLICA

Rendersi conto che esiste un ritmo che si ripete ogni mese.


Che ci sono momenti per fare e momenti per riposare.

Quando l’energia è giusta per fare, imparare anche a dosarla e incanalare in modo più preciso per non strafare.

Ricollegarsi al proprio corpo e al suo naturale ritmo e amarsi anche quando si riposa.

Tutto questo si può imparare RICONNETTENDOSI ALLA CICLICITA’, al FEMMINILE SANO

Se vuoi lasciare i panni della donna piovra e ritrovare la tua vera natura di donna è tempo di FARE PACE CON IL TUO CICLO MESTRUALE

FARE PACE CON IL CICLO MESTRUALE IN 4 SETTIMANE

Imparerai come:

– iniziare a rispettarti

– attivare le risorse di cui disponi fase per fase senza più sovraccaricarti e sforzarti

– riscoprire punti di forza e talenti da mettere in campo al momento opportuno

– raggiungere soddisfazioni e successo (a livello professionale e personale) in maniera fluida e armonica (senza più combattere) 

– vivere più liberamente 

– vivere la tua rotondità (sei come la luna)

– sentirti sollevata 

– sentire che tutto è fattibile (al momento giusto) 

– far fronte a tutti gli impegni senza sforzo

FAI PACE CON IL CICLO MESTRUALE IN 4 SETTIMANE

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