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CICLO IRREGOLARE: DA CHE COSA STAI SCAPPANDO?

Con il metodo Epanouie possiamo leggere la ciclicità di una donna offrendole una fotografia della donna che è in questo momento della sua vita nei vari ambiti della sua quotidianità (famiglia, lavoro, relazioni amorose, sessualità, realizzazione personale etc..)

Uno degli ambiti in cui questa lettura si rivela particolarmente sorprendente e utile è quando si rivolgono a noi donne con il ciclo irregolare.

Una premessa importante : c’è chi si sente non regolare se ha cicli di 32/35 giorni o 24/26 e chi non si sente regolare avendo cicli molto più lunghi o più corti.

Per noi poco importa “quanto siano irregolari” e se si possano tecnicamente definire così o meno. A noi importa il percepito delle donne che si rivolgono a noi e da lì partiamo.

La prima cosa che esploriamo insieme è la forma e la durata che hanno assunto le varie fasi in questo andamento irregolare (quali fasi si allungano? quali si accorciano? o quali saltano?). Dopodiché entriamo nel perchè questo accade ovvero “a cosa ti serve avere un ciclo di questo tipo?”

Ti portiamo qui un esempio molto semplice per iniziare a farti comprendere tutto quello che puoi scoprire da questo tipo di lettura.

Prendiamo una donna che ha cicli lunghissimi 50/60 giorni 

Potrebbe trattarsi, ad esempio, di una donna che “ha bisogno di ritardare/scansare” i momenti di riposo, una donna iperattiva che anche quando si dice stanca e sopraffatta ( e lo dice raramente perchè ha una resistenza enorme) non molla mai  la presa (non delega, non si ferma …piuttosto si spezza ma non si piega)

Oppure una donna che ha un ciclo “più corto del normale” potrebbe essere una donna che ha fretta di tornare a sentirsi in un certo modo; una donna che si sente bene in una specifica energia e non ama contattarne altre; una donna che fa fatica ad accettare alcune parti di sé (che non vuole incontrare e conoscere e le rifugge – qui bisognerebbe esplorare come è la mestruazione, se abbondante o meno e quanto dura per comprendere meglio.

Abbiamo portato questi questi due brevi e sommari esempi per iniziare a farti sapere che:

se hai davvero desiderio di sapere “chi sei” in questo momento, come stai funzionando e cosa ti sta sabotando o impedendo di raggiungere i tuoi obiettivi … entrare profondamente nel tuo ciclo mestruale può diventare la tua più grande risorsa di cambiamento

Possiamo farlo insieme attraverso una Lettura del ciclo individuale metodo Epanouie o puoi iniziare  farlo in autonomia, ma sempre con il nostro aiuto, attraverso i percorsi online (Fai pace con il tuo ciclo mestruale, Donna di potere in 28 giorni)

RISPETTARE IL TUO TEMPO: ECCO PERCHE’ E’ FONDAMENTALE

LA PORTA DEL TEMPO

Si dice che ci sia il tempo per ogni cosa.

Nella nostra società quella del tempo è diventata una scansione frenetica e totalmente avulsa dai ritmi naturali.

E così tutte noi veniamo cresciute in base a un tempo, a un ritmo che non è il nostro.

C’è chi ci si adatta piuttosto bene e crede di essere “a posto”, per poi sentire in alcuni momenti di non riuscire a sostenere sempre questo ritmo – ma poiché non sostenerlo significa “essere meno: capaci, performanti, in gamba, con le palle etc..” questi momenti in cui il corpo pretende un ritmo diverso vengono vissuti con malessere, fastidio, nervosismo, frustrazione.

C’è anche chi ci prova per una vita a stare a quei ritmi imposti ma proprio non ci riesce arrancando sempre e nutrendo sentimenti di svalutazione o scarsa fiducia in se’.

C’è un tempo per ogni cosa e se guardiamo alla perfezione della natura, non possiamo che averne conferma.

Eh se vivessi in campagna sarebbe tutto più facile! Dice qualcuna

Eh se potessi stare a casa e non lavorare o non occuparmi della famiglia e pensassi solo a me sarebbe più facile rispettare i miei tempi! Dice qualcun altra

Questi possono essere obiettivi ma non sono il mezzo per arrivare a vivere ognuna con il proprio ritmo.

Come portare quindi il ritmo naturale del femminile nel mondo di oggi? Nelle nostre giornate quotidiane, nel lavoro, nelle relazioni ?

Prima di tutto Conoscendo qual’è il mio ritmo!

Molte di noi non lo sanno, lo ignorano, lo hanno dimenticato.

Lo sappiamo bene Carine ed io che per tanti anni di vita, di lavoro di gestione famigliare abbiamo fatto appello alla forza di volontà, al tener duro sempre e comunque per poi trovarci stanche a piangere perché sentivamo che non “eravamo qui” per vivere così.

Conoscerci attraverso la nostra ciclicità è stata la chiave per ritrovare il nostro ritmo e negli anni abbiamo sviluppato “Epanouie” come metodo che accompagni tutte le donne a fare altrettanto.

Se io conosco il mio ritmo, in tutte le sue declinazioni, la vita diventa una danza e non una lotta.

Ti porto un esempio in relazione al funzionamento della nostra mente (sulla quale tendiamo a fare grande affidamento e che in alcuni momenti del mese tende a lasciarci a piedi). Se io conosco l’andamento della mia parte razionale e analitica durante il mio ciclo saprò quando dedicarmi ad una attività piuttosto che ad un’altra provando sempre piacere e non frustrazione (perché cerco di avvitare una vite con una bottiglia).

Il Corso base “Fai pace con il tuo ciclo mestruale” ti aiuta, tra le altre cose, a iniziare a trovare il tuo ritmo e a portarlo nella quotidianità.

Il corso avanzato Donna di potere in 28 giorni invece ti porterà a conoscerti nella complessità dei tuoi ritmi e a suonare la tua melodia sempre diversa senza paura e in armonia con la vita.🙏🏽 Donna senza sforzo

CICLICITA’ ED EMOZIONI CATTIVE

Il mondo emotivo di ogni donna è così ricco e spesso poco espresso o espresso in maniera non autentica.

Perché anche sulle emozioni è stato messo un veto – ci hanno insegnato quali sono quelle buone e quelle cattive.

Ci hanno insegnato quali sono quelle belle e in quale misura poterle manifestare e quali quelle brutte che non vanno provate e se si provano vanno represse.

Ho visto mia nonna riprendere spesso mia mamma “perchè rideva troppo”. Ho visto mia mamma non vivere mai la sua rabbia.

Si sono dimenticati dirci che questa selezione chirurgica e fittizia delle emozioni è impossibile Si sono dimenticati di dirci che siamo cicliche, che attraversiamo ogni mese delle energie che, volenti o nolenti, ci rimettono in contatto con quello che sentiamo in molti modi diversi.

E così abbiamo iniziato a sentirci spesso “fuori luogo” rispetto a ciò che sentivamo senza sapere bene perchè.

Per quanto possiamo aver perso la capacità di sentire, per quanto possiamo essere inconsapevoli di ciò che proviamo…quel movimento interiore si manifesta nella vita di tutti i giorni in tanti modi e nei vari ambiti della nostra vitaSpesso ce ne rendiamo conto solo quando quella manifestazione “non è piacevole”, “non è accettabile”, “va oltre il nostro controllo”.

Ma anche in questi casi tendiamo a credere che sia “un momento”, che ci sia qualcosa che non va in relazione a qualcosa che sta accadendo fuori (sul lavoro, in famiglia, nella relazione etc..) e invece quel qualcosa che sta accadendo sta accadendo dentro ed è anticoè la voce delle emozioni mai conosciuteè la voce delle emozioni represse e a tratti esplose malamenteè la voce dell’animaè la voce della donna che sei e delle donne che hanno contribuito a creare il femminile che vivi.

Abbiamo dedicato largo spazio alle emozioni in relazione alla ciclicità nei nostri percorsi: ne parliamo nel Corso base “Fai pace con le tue mestruazioni” e nel corso avanzato “Donna di potere in 28 giorni” perchè ognuna di noi possa tornare a prendere contatto con il proprio mondo emotivo in relazione alla propria ciclicità.

Quali emozioni sono tipiche di una fase o di un’altra?

Come ti senti tu in quelle fasi?

Cosa dice questo di te e della donna che sei?

Emozioni represse: ecco la chiave

Tutte le emozioni censurate, represse, non guardate VENGONO MESSE A NUDO nelle diverse fasi del ciclo.

Una fortuna! perchè potremmo dire che la natura ci da ogni mese la possibilità di entrare in contatto con il nostro mondo nascosto (e le nostre ombre).

Ma se non siamo consapevoli di questa “opportunità” e ogni mese, quando le emozioni più “scomode” si fanno avanti cerchiamo di combatterle affinché ci lascino in pace il prima possibile…finiamo per vivere alcune fasi del ciclo come mese con ansia, preoccupazione, desiderio di saltarle!

“Destino vuole”, come ci avete raccontato in molte, queste fasi “indesiderabili” si fanno spesso sempre più lunghe e ingombranti (premestruo lunghissimo, mestruazioni che si fanno attendere etc..).

Come fare quindi?

Intanto è importante che tu sappia questo: fase per fase possono presentarsi diversi tipi di emozioni “scomode”, represse, con cui non hai familiarità …quindi la nostra natura femminile ci aiuta ad andare incontro a questo bagaglio di “cose non guardate” momento per momento (non tutte insieme).

Ogni fase del ciclo infatti movimenta un certo tipo di energie e questo fa si che ci tocchino più cose e meno altre, che siamo più o meno sensibili, che alcune emozioni si facciano sentire specificamente in una fase e meno nelle altre.

Visto che probabilmente hai già sperimentato per qualche (o molti anni) la strategia della “fare la guerra” o “ignorare” con risultati non ottimali prova questo: inizia a esplorare l’andamento delle emozioni durante il tuo mese senza giudicarle. Se non ti senti di farlo da sola puoi farlo con noi, attraverso i video e il quaderno di viaggio che trovi nel corso base “Fai pace con il ciclo mestruale in 4 settimane” : questo ti consentirà da subito di iniziare a conoscerti a comprendere “come funzioni” anche a livello emotivo nella diverse fasi del ciclo.

Una volta compreso che cosa ti succede potremo, se vuoi, scendere nei “perchè mi succede questo” e finalmente sgombrare il campo.

Eros e Sessualità: quanto piacere ti concedi?

L’EROS CHE INCONTRI, L’EROS CHE CRESCE

Ho sempre sentito un forte Eros in me. Da piccola amavo tanto magiare e mi godevo il cibo come nessuno.

Mia mamma mi raccontava che quando avevo circa un’anno, quando si avvicinava a me con il piatto di pappa mi agitavo, piena di gioia, urlavo e avevo l’occhio destro che tremava. Lei rideva tanto e io ero super eccitata e felice di sapere che mi sarei goduta questo cibo.Più avanti ho scoperto l’autoerotismo e ho avuto il mio primo orgasmo a 9 anni… me lo ricordo perfettamente: mentre sentivo quest’onda invadermi pensavo “sto per morire” ma non riuscivo a fermarmi.

Per anni tutto questo piacere ovviamente era una cosa stupenda ma che non raccontavo a nessuno. Sentivo che era qualcosa da non condividere.

Mi vergognavo un pò, anche se nessuno non mi ha mai rimproverato niente, al contrario di tante famiglie che tendono a “diabolizzare” la scoperta dell’Eros e a incolpare i bambini quando si scoprono. Forse era semplicemente pudore non lo so. Ma la mia pulsione erotica era forte e mi godevo la vita un pò segretamente.

Crescendo e fiorendo sempre di più, questa pulsione è diventata un problema: sentivo di volere esprimerla ma che lo sguardo degli altri poteva giudicarmi.

Sopratutto lo sguardo delle donne mi faceva paura in realtà. Quello di mia madre, di mia nonna, di mia zia….

Non le vedevo come donne “libere” e in pace con il loro rapporto al piacere. Non si parlava di niente e quindi mi sentivo anormale. Malata. Adesso, quando mi ripenso come giovane donna capisco che dovere “nascondere” questo movimento mi ha impedito di vivere l’Eros con una cosa fondamentale: l’innocenza e la spontaneità.

Dovendo scoprire e vivere tutto da sola, ero costretta a sentirlo come qualcosa di “sporco” di “vizioso”. Così non ho iniziata la mia vita sessuale nei miglior modi possibili. Per avere un’Eros felice e consapevole ho dovuto conquistarmi questo diritto in qualche modo: affrontare paure, giudizi, restrizioni, tabù….

E scoprire da me quando la sessualità e il piacere fanno parte della vita e sono un grande regalo che ci è stato fatto. Ho dovuto sentire che il piacere ci avvicina al divino, che il corpo è un tempio e che l’amore unisce. Ho riscoperto che posso essere erotica e attraente e mi sono data il permesso di giocare con la vita in modo libero e gioioso.

Oggi vorrei portare questa consapevolezza, questa ampiezza a tutte le donne che incontro. Ho sentito troppe donne, in cerchio o in privato, dirmi che non si conoscevano, che non si masturbavano perché era una cosa “da uomo”, che non avevano mai vissuto un orgasmo….ho rivisto troppe donne golose ma sempre a dieta.

Ho visto troppe donne non amare il loro corpo e vedersi sempre brutte e non desiderabili… ho sentito troppe donne confondere l’erotismo e la pornografia e di conseguenza essere molto giudicanti verso loro stesse e verso le altre donne. Ho visto troppe donne isolate e ristrette in una vita poco “erotica”.

Tutto questo perché la maggior parte del tempo, le donne della famiglia non hanno saputo trasmetterci una conoscenza e un’accettazione di questo movimento.

Nessuna ci ha “educate” ad essere donne consapevoli del proprio corpo, del proprio desiderio, del proprio rapporto al cibo, alla sessualità, al sapere abitare i propri sensi e a godersi la vita.

Ecco perchè abbiamo deciso di integrare l’Eros nell’esplorazione del proprio femminile in “Donna di potere in 28 giorni”, appoggiandoci agli archetipi tipici delle 4 fasi e proponendo di riscoprire alcuni aspetti del piacere della vita.

Da donna a donna. Da cuore a cuore. In modo semplice e delicato, attraverso piccole meditazioni, danze e laboratori , per contattare e nutrire il proprio Eros nella quotidianità. E per includere totalmente questo movimento nel propio femminile “guarito” e potente.

DONNA E GUADAGNO

COME VA LA TUA VITA LAVORATIVA?

Sei soddisfatta? Guadagni quanto vorresti?

Hai mai pensato che potresti guadagnare molto di più?

Che rapporto hai con il denaro e con la possibilità di guadagnarne? 

Se dovessi raccontarti la mia esperienza potrei farlo così:

Fino a quando ho lavorato in un contesto “patriarcale” (seppur iperpopolato di donne), con una modalità maschile…ho avuto un discreto successo e guadagnato bene

Sapevo quanto mi costava ….

ma non sapevo che potesse esistere un altro modo di guadagnare … o prima ancora un altro modo di essere, di esistere, di manifestarmi

Pensavo fosse normale

anzi mi sentivo privilegiata a lavorare in contesti “elitari”, con persone di prestigio, per “cause importanti”

Sentivo che il mio essere donna (giovane e carina) richiedesse in qualche modo maggior impegno e rigore per dimostrare il mio valore, ma ancora una volta la consideravo una cosa normale – le donne si sa che devono faticare il doppio e se sono anche avvenenti saper stare attente

Ho sempre mantenuto la mia passione per le ”cose belle” ma anche l’abbigliamento era sempre declinato in versione “sobrietà”, “curato ma casto” (vanto la mia collezione di gemelli swarowski per camice abbottonate fino all’ultimo bottone) …

Ho temuto gli sguardi maschili troppo invadenti ma anche gli sguardi femminili giudicanti

Ho fatto il possibile per affermare le mie capacità professionali ed eliminare qualsiasi possibilità di “attacco” personale

A guardarmi oggi …vedo una donna che si sentiva minacciata su tutti i fronti solo per il fatto di essere donna

Vivevo un ambiente professionale maschile , seppur molto popolato nei livelli gerarchici medi, da moltissime donne … desiderose di affermarsi anche ai piani alti 

Donne spesso imbruttite, arrabbiate, aggressive …quelle si che mi facevano paura, più degli uomini dall’occhio lungo – in qualche modo da questi ultimi sapevo (o credevo di sapere) come difendermi … dalla rabbia delle donne …no.

Avevo molto timore delle donne arrabbiate, non ne avevo mai conosciute e non sapevo come rapportarmi … evitavo il conflitto a ogni costo

Solo dopo ho compreso che la mia paura per le donne arrabbiate derivava dal fatto che percepivo da quando ero piccola l’aggressività e la rabbia latente di mia mamma ma non essendosi lei mai permessa di manifestarla (educata così) sono cresciuta con la paura per qualcosa che sentivo ma che non potevo vivere liberamente.

Tutto ciò che è lasciato in ombra fa molta paura.

Anyway – torniamo al punto

Fino a che ho vissuto in un ambiente lavorativo dominato da dinamiche e logiche maschili – ignorando il mio femminile, anzi temendo che potesse compromettere il mio successo – ho guadagnato bene

E’ arrivata poi la svolta …

Ho abbandonato il lavoro, ho conosciuto e nutrito il mio femminile, sino a decidere di intraprendere una attività che mettesse il femminile al centro , non solo come tematica, ma prima di tutto come possibilità di essere e poi come modalità.

Ed è così che nel tempo le criticità relativamente al lavoro e alla possibilità di guadagnare facendo quello che amo, ma sopratutto facendolo da Donna e non da donna mascherata da uomo, ha iniziato a mostrare le sue lacune.

Se vivo pienamente il mio femminile, se lavoro e guadagno per la donna che sono … un limite, una barriera, qualcosa … impedisce che il flusso si materializzi

Ho riflettuto molto su questo

Ho rivisto la storia delle donne della mia famiglia rispetto alla questione lavoro e denaro

Dal ramo di mia mamma le donne sono state tutte “a carico” del marito o del padre, con la rabbia, la frustrazione, le difficoltà del caso – ma nessuna ha potuto/voluto lavorare e guadagnare denaro

Dal ramo di mio padre è apparsa una bisnonna imprenditrice …che girava armata perché rischiava continuamente la rapina

Devo aggiungere altro?

Questo è il bagaglio che come donna ho portato in me rispetto alla possibilità come donna di guadagnare senza limiti “interiori” 

Cosa significa iniziare a guardare – senza limiti – come donna?

– significa abbandonare il senso di colpa verso chi non ha potuto, non è riuscita, non si è permessa

– significa abbracciare la grandezza che risiede nell’essere se stessi (senza bisogno di travestimenti)

– significa correre il rischio di non avere bisogno di nessuno e impostare le relazioni affettive (di qualsiasi natura) solo su una base di amore e non anche di bisogno

– significa lasciare le donne della mia famiglia libere – libere dalla rabbia, dalla frustrazione …e responsabili delle loro scelte 

significa portare alla luce un nuovo modello di lavoro e di crescita – complementare/sostitutivo del modello maschile che ha portato il mondo al punto in cui siamo oggi 

e allora mi dico che forse non è solo per la storia delle donne della mia famiglia che le cose sono andate così

non è solo per la storia della donne della tua famiglia che le cose vanno così nella tua vita

si parla di generazioni intere di donne che non hanno avuto accesso alla realizzazione personale, alla ricchezza (se non per interposta persona), che hanno fatto rivoluzioni si ma che alla fine si sono omologate – in nome della parità di diritti – ad un sistema che non è in armonia con la loro vera natura

quindi per ognuna di noi, realizzarsi, guadagnare , vivere in autonomia oggi è un fatto che va molto al di là dell’esperienza personale

deve essere un movimento che ci vede unite, compatte, sicure, audaci, piene di amore e di fiducia

non si tratta di cambiare lavoro si tratta di cambiare sguardo, attitudine, modalità di manifestarci, obiettivi, intenzioni, desideri ….MISSIONE

Il femminile è legato alla madre terra…a una fonte fertile e generosa di vita, che non giudica, non priva, non limita

Possiamo lasciare andare il timore di ricevere tutto il nutrimento di cui abbiamo bisogno

Possiamo lasciare andare il timore di amate incondizionatamente, Possiamo lasciare andare la paura di essere “semplicemente noi stesse”

Lasciamo andare LA RINUNCIA e riconosciamo che la ricchezza è già in noi

LA DONNA DOMINATA: SEI TU?

Crederesti mai che la qualità delle tue relazioni, del tuo lavoro, del tuo conto in banca e delle tue emozioni sono strettamente collegate al tuo ciclo mestruale?

Per essere una donna potente credi ancora di doverti affermare e lottare come un uomo. 

Quante volte parli di dovere “tirare fuori le palle” o di dovere schiacciare gli altri per riuscire?. o al contrario di dovere reprimere te stessa e essere docile per adattarti al sistema?

Quanto credi di dovere essere sempre lineare e performante, competitiva? O al contrario di essere solo accogliente, comprensiva ed eternamente Materna?

Quante volte senti rabbia e aggressività che agisci in modo eccessivo o che reprimi completamente?

Quante volte vivi una confusione mentale ed emotiva che non riesci a capire e a collegare realmente ad un fatto concreto?

Quante volte vivi il tuo mestruo come un limite per la tua vita quotidiana, un fastidio, una mancanza di energia, qualcosa da sopportare e da fare passare in fretta? 

Sei in una continua danza tra dominatrice e dominata. 


TI PRESENTO LA DONNA DOMINATA

L’altra faccia della donna dominatrice è la donna dominata 
che detta così suona brutto, vero?

Vediamo insieme chi è:

La donna dominata è la donna che ha RINUNCIATO a se stessa, che ha abdicato, ha lasciato il suo trono ad altri/e. 
La donna dominata è colei che spesso si pone nei panni della vittima, di colei che lascia fare gli altri anche se è poi lei a pagarne le conseguenze. 

Ma la posizione di dominata le dà in qualche modo potere, il potere di lasciare che siano gli altri a fare e a sbagliare!

La donne dominata è l’altra faccia della dominatrice, ha un’indole molto simile ma non la esprime, anzi la reprime, non la conosce e forse ne ha paura – crede che sottostare sia si, qualcosa che la tiene più di un passo indietro rispetto alla vita che vorrebbe ma certamente la tiene anche al sicuri rispetto alla possibilità di essere vista e quindi al rischio di essere giudicata. 

La donna dominata paga il prezzo della sicurezza con la vita quando rinuncia alla possibilità di essere chi è veramente per poter avere un’ala sotto cui stare. 

La donna dominata è una donna che ha paura del suo potere, ha paura della sua aggressività, ha paura di non piacere, di non essere amata – e “facendosi piccola” pensa di poter trovare il suo posto

Accondiscendere, accogliere, soddisfare le esigenze altrui diventa il suo compito principale e via via si dimentica di se stessa. 

E se si trova davanti una DOMINATRICE? tendenzialmente si chiude ancora di più giudicando l’altra per tutte quelle caratteristiche di sé che ha perso – o mai incontrato

Si allontana, si scherma da chi possa restituirle quella immagine di donna “rinunciataria” che non vuole vedere.

La donna dominata soffre perchè si è persa, ha perso contatto con ciò che desidera davvero. Può tentare qualcosa di trasgressivo ogni tanto ma questo non la libera dalla sua gabbia.

Cosa c’è alla radice di una DONNA DOMINATA? 

Se ti senti così, o ti sembra a tratti di aver vissuto così, riesci oggi a rinascere CHE COSA TI HA SPINTA A INTERPRETARE QUESTO RUOLO?

conosci la DONNA DOMINATRICE? leggi qui

LA DONNA DOMINATRICE: SEI TU?

Crederesti mai che la qualità delle tue relazioni, del tuo lavoro, del tuo conto in banca e delle tue emozioni sono strettamente collegate al tuo ciclo mestruale?

Per essere una donna potente credi ancora di doverti affermare e lottare come un uomo. 

Quante volte parli di dovere “tirare fuori le palle” o di dovere schiacciare gli altri per riuscire?. o al contrario di dovere reprimere te stessa e essere docile per adattarti al sistema?

Quanto credi di dovere essere sempre lineare e performante, competitiva? O al contrario di essere solo accogliente, comprensiva ed eternamente Materna?

Quante volte senti rabbia e aggressività che agisci in modo eccessivo o che reprimi completamente?

Quante volte vivi una confusione mentale ed emotiva che non riesci a capire e a collegare realmente ad un fatto concreto?

Quante volte vivi il tuo mestruo come un limite per la tua vita quotidiana, un fastidio, una mancanza di energia, qualcosa da sopportare e da fare passare in fretta? 

Sei in una continua danza tra dominatrice e dominata. 

TI PRESENTO LA DONNA DOMINATRICE

Chi è questa donna?

E’ una che certamente non sta un passo indietro ma piuttosto un passo SOPRA gli altri.

Una dominatrice tende a volere avere il controllo della situazione e a voler fare andare le cose come vuole lei. 

Sente muovere dentro di lei una certa dose di aggressività quando quello che desidera non avviene o quando qualcuno si frappone tra sé e i suoi obiettivi.

E’ anche una donna amorevole purché sia lei a decidere con chi e quando.

La dominatrice non ama le donne che si lasciano dominare, le trova deboli, poco efficaci e, probabilmente, non all’altezza.

La dominatrice tende spesso a muoversi in una modalità maschile, seppur nell’aspetto possa apparire molto femminile.

La dominatrice sogna anche di trovare qualcuno che le tenga testa, qualcuno che la veda nella sua natura più autentica, che la ami nella sua fragilità di fondo e, al contempo, che la stimi e la sostenga per la donna “in gamba” che è.

La dominatrice non sempre però riesce a realizzarsi nella vita. Quando la sua energia non è ben incanalata, si trova a dominare sui più deboli (magari in famiglia) ma non la soddisfa e non riesce a « dominare » fuori.

Si sente sempre più compressa, sprecata, frustrata.

Cosa le impedisce di dominare anche fuori?

La PAURA DI MOSTRARSI per la dominatrice che è. 

Tende in realtà a giudicare le donne che “dominano” e non accetta di essere anche lei così.

Non sente e non esprime un femminile che sia apprezzabile socialmente. Si ritrova prigioniera di un modo di essere e non sa come essere una donna forte in un altro modo.

Ciò che conta è che una donna che decide di incarnare questo modello (con le mille sfumature del caso) ha avuto certamente i suoi buoni motivi.

Probabilmente crede di dover lottare per affermarsi, di doversi guadagnare le cose, di dover faticare per raggiungere i propri obiettivi.

Se anche tu ti senti così, o sei stata così in un periodo della tua vita, raccontaci CHE COSA TI HA PORTATO NELLA VITA A DIVENTARE DOMINATRICE?

conosci la DONNA DOMINATA? leggi qui

ADDOMESTICARE LE EMOZIONI CHE CI FANNO PAURA

Cosa ne fai delle emozioni che ti fanno paura?

Hai mai pensato di imparare ad addomesticarle? 

Come la volpe del piccolo principe.

Le tue emozioni parlano di una cosa importante: il tuo mondo interiore.
Ma spesso, non volendo sentire, le emozioni che reputi “negative”, come la rabbia o la tristezza, tagli il contatto con il tuo sentire e, di conseguenza, con la tua interiorità.

Cosa ti accade quando, in alcune fasi del mese, proprio per la fase del ciclo che attraversi, tutto ti da fastidio, la rabbia assomiglia ad un vulcano in eruzione, la tristezza si fa sentire anche se non ci sono apparenti motivi?

Spesso sento donne dirmi “mi viene da piangere per niente e non mi sopporto quando sono così”. O “vorrei sfuggire su una montagna da sola perché alcuni giorni tutti mi fanno arrabbiare” (sopra tutto il proprio partner).

Queste donne non si sopportano e mi dispiace infinitamente.

Forse perché non si accorgono che sono così solo per qualche giorno e che hanno il diritto a non essere sempre sorridenti ed accoglienti.

Forse perché non sanno come possono usare queste emozioni invece di subirle.

Forse perché hanno dimenticato di essere gentili con loro stesse.

Iniziare ad auto-osservarsi può essere un primo passo per imparare ad addomesticare le emozioni.

Osservare dentro: cosa sento?

Osservare la propria ciclicità: in che fase sono?

Osservare i propri ritmi: mi sto sforzando troppo a fare, a capire, ad accogliere?

E osservare il “messaggio “ che contiene quest’emozione così fastidiosa o dolorosa.

Con amore.

Pensi ancora che sia utile continuare ad ignorare, nascondere, non vivere appieno il tuo femminile?

Se vuoi iniziare a conoscerti per la donna che sei davvero e ritrovare il piacere di essere ciclica puoi decidere finalmente di FARE PACE CON IL TUO CICLO MESTRUALE

FARE PACE CON IL CICLO MESTRUALE IN 4 SETTIMANE

Imparerai come:

– iniziare a rispettarti

– attivare le risorse di cui disponi fase per fase senza più sovraccaricarti e sforzarti

– riscoprire punti di forza e talenti da mettere in campo al momento opportuno

– raggiungere soddisfazioni e successo (a livello professionale e personale) in maniera fluida e armonica (senza più combattere) 

– vivere più liberamente 

– vivere la tua rotondità (sei come la luna)

– sentirti sollevata 

– sentire che tutto è fattibile (al momento giusto) 

– far fronte a tutti gli impegni senza sforzo

FAI PACE CON IL CICLO MESTRUALE IN 4 SETTIMANE

Una volta conosciuto il tuo ciclo, potrai approfondire la conoscenza di te lavorando in maniera più personale su tutti i livelli della tua esistenza (intenzioni, mente, emozioni, azioni nel mondo, sessualità, messaggi del grembo). Scopri di più

DONNA DI POTERE IN 28 GIORNI

TEMPO DI VERITA’ E GUARIGIONE

QUARANTENA III PARTE :OPPORTUNITÀ e CRITICITÀ  

Nello stare costrette a “stare” a casa, a “stare” alle regole, a “stare” in quarantena, emerge una cosa eccezionale:

siamo spinte a stare con quello che è la nostra vita senza distrazione, senza via di fuga

Quindi di colpo siamo state costrette a vedere e a sentire quello che fa parte della nostra vita: la città dove abitiamo, la casa che abbiamo, le persone con chi viviamo, i vicini di casa, il lavoro che facciamo, le nostre abitudini (buone e cattive), le nostre passioni, i nostri hobbies e sopratutto il nostro stato interiore, le nostre emozioni, le nostre paure, le nostre certezze, i nostri dubbi.

Tutto si è amplificato!

Prima abbiamo negato, lottato, ci siamo arrabbiate perché “non è giusto! Non è fattibile! Non si può stare a casa con bambini e lavorare, non si può non andare a fare la spesa, non si può non uscire per fare una passeggiata!”. Abbiamo avuto una fottuta paura! Ma non volevamo sentire! Paura dellì’emergenza sanitaria certo, paura di ammalarsi, di morire…. Paura di perdere chi amiamo. Sì.

Ma sapete di cosa abbiamo avuto anche tanta paura? Di stare, di vedere e di sentire la verità delle nostre vite.

Sentire quello che ci piace ma sopratutto quello che non ci piace.

Vedere in quale stato è la nostra relazione con il proprio partner, vedere quanta pazienza abbiamo ancora con i nostri figli, vedere quanta polvere abbiamo in casa e dentro di noi, sentire quanto siamo insoddisfatte o realizzate, sentire quanto ci siamo represse e adattate…

sentire la VERITà pura e dura!

La verità delle nostre ferite e delle nostre risorse. Tutto quello che abbiamo evitato di vedere e sentire fino a questo fine febbraio 2020 è esploso davanti ai nostri occhi! Costrette a STARE! 

Allora oggi voglio dirvi che, come sempre, questo significa che possiamo trasformare tutta questa costrizione in un’opportunità o possiamo lasciare che sia una cosa che subiamo e non ci piace.

Io, di natura, preferisco le opportunità, le trasformazioni, le risorse, le guarigioni. 

Siamo in un momento eccezionale, un regalo della vita che forse non si rappresenterà mai più: quello dello stare con quello che c’è, per sentire quello che abbiamo dentro e per scegliere se dare una nuova svolta al vecchio: dando una spolverata, capendo quello che vogliamo buttare via e quello che è veramente prezioso per noi, vedendo quello che abbiamo trascurato dentro di noi ma anche fuori da noi, come le nostre relazioni, la nostra creatività, la nostra realizzazione….e sentendo quale futuro vogliamo.

In quale direzione vogliamo andare? Cosa faremo delle nostre vite dopo questa costrizione a stare? 

Questo è un momento di opportunità di guarigione profonda del nostro essere.

E’ il momento di prendere in mano la nostra vita. 

Tutte le guarigioni hanno bisogno di un passaggio fondamentale: vedere la ferita quindi arrendersi alla verità. Dopodiché si può decidere il da farsi per guarire. 

Questo è valido per tutto: il corpo, la mente, le emozioni, l’ambiente dove viviamo, le relazioni, la sfera professionale, la propria realizzazione.
Come donne, di natura, siamo in grado di stare con la verità e di contattare le proprie risorse per guarire.

Alcuni momenti del mese sostengono di più questo processo (premestruo e mestruo) quindi si può iniziare da lì se vuoi. Ma anche se sei in un’altra fase, puoi farcela comunque. 
Stai, Senti. Vedi. Abbi fiducia, Abbi coraggio e prendi in mano questa meravigliosa vita che è la tua <3

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