DONNA E GUADAGNO

COME VA LA TUA VITA LAVORATIVA?

Sei soddisfatta? Guadagni quanto vorresti?

Hai mai pensato che potresti guadagnare molto di più?

Che rapporto hai con il denaro e con la possibilità di guadagnarne? 

Se dovessi raccontarti la mia esperienza potrei farlo così:

Fino a quando ho lavorato in un contesto “patriarcale” (seppur iperpopolato di donne), con una modalità maschile…ho avuto un discreto successo e guadagnato bene

Sapevo quanto mi costava ….

ma non sapevo che potesse esistere un altro modo di guadagnare … o prima ancora un altro modo di essere, di esistere, di manifestarmi

Pensavo fosse normale

anzi mi sentivo privilegiata a lavorare in contesti “elitari”, con persone di prestigio, per “cause importanti”

Sentivo che il mio essere donna (giovane e carina) richiedesse in qualche modo maggior impegno e rigore per dimostrare il mio valore, ma ancora una volta la consideravo una cosa normale – le donne si sa che devono faticare il doppio e se sono anche avvenenti saper stare attente

Ho sempre mantenuto la mia passione per le ”cose belle” ma anche l’abbigliamento era sempre declinato in versione “sobrietà”, “curato ma casto” (vanto la mia collezione di gemelli swarowski per camice abbottonate fino all’ultimo bottone) …

Ho temuto gli sguardi maschili troppo invadenti ma anche gli sguardi femminili giudicanti

Ho fatto il possibile per affermare le mie capacità professionali ed eliminare qualsiasi possibilità di “attacco” personale

A guardarmi oggi …vedo una donna che si sentiva minacciata su tutti i fronti solo per il fatto di essere donna

Vivevo un ambiente professionale maschile , seppur molto popolato nei livelli gerarchici medi, da moltissime donne … desiderose di affermarsi anche ai piani alti 

Donne spesso imbruttite, arrabbiate, aggressive …quelle si che mi facevano paura, più degli uomini dall’occhio lungo – in qualche modo da questi ultimi sapevo (o credevo di sapere) come difendermi … dalla rabbia delle donne …no.

Avevo molto timore delle donne arrabbiate, non ne avevo mai conosciute e non sapevo come rapportarmi … evitavo il conflitto a ogni costo

Solo dopo ho compreso che la mia paura per le donne arrabbiate derivava dal fatto che percepivo da quando ero piccola l’aggressività e la rabbia latente di mia mamma ma non essendosi lei mai permessa di manifestarla (educata così) sono cresciuta con la paura per qualcosa che sentivo ma che non potevo vivere liberamente.

Tutto ciò che è lasciato in ombra fa molta paura.

Anyway – torniamo al punto

Fino a che ho vissuto in un ambiente lavorativo dominato da dinamiche e logiche maschili – ignorando il mio femminile, anzi temendo che potesse compromettere il mio successo – ho guadagnato bene

E’ arrivata poi la svolta …

Ho abbandonato il lavoro, ho conosciuto e nutrito il mio femminile, sino a decidere di intraprendere una attività che mettesse il femminile al centro , non solo come tematica, ma prima di tutto come possibilità di essere e poi come modalità.

Ed è così che nel tempo le criticità relativamente al lavoro e alla possibilità di guadagnare facendo quello che amo, ma sopratutto facendolo da Donna e non da donna mascherata da uomo, ha iniziato a mostrare le sue lacune.

Se vivo pienamente il mio femminile, se lavoro e guadagno per la donna che sono … un limite, una barriera, qualcosa … impedisce che il flusso si materializzi

Ho riflettuto molto su questo

Ho rivisto la storia delle donne della mia famiglia rispetto alla questione lavoro e denaro

Dal ramo di mia mamma le donne sono state tutte “a carico” del marito o del padre, con la rabbia, la frustrazione, le difficoltà del caso – ma nessuna ha potuto/voluto lavorare e guadagnare denaro

Dal ramo di mio padre è apparsa una bisnonna imprenditrice …che girava armata perché rischiava continuamente la rapina

Devo aggiungere altro?

Questo è il bagaglio che come donna ho portato in me rispetto alla possibilità come donna di guadagnare senza limiti “interiori” 

Cosa significa iniziare a guardare – senza limiti – come donna?

– significa abbandonare il senso di colpa verso chi non ha potuto, non è riuscita, non si è permessa

– significa abbracciare la grandezza che risiede nell’essere se stessi (senza bisogno di travestimenti)

– significa correre il rischio di non avere bisogno di nessuno e impostare le relazioni affettive (di qualsiasi natura) solo su una base di amore e non anche di bisogno

– significa lasciare le donne della mia famiglia libere – libere dalla rabbia, dalla frustrazione …e responsabili delle loro scelte 

significa portare alla luce un nuovo modello di lavoro e di crescita – complementare/sostitutivo del modello maschile che ha portato il mondo al punto in cui siamo oggi 

e allora mi dico che forse non è solo per la storia delle donne della mia famiglia che le cose sono andate così

non è solo per la storia della donne della tua famiglia che le cose vanno così nella tua vita

si parla di generazioni intere di donne che non hanno avuto accesso alla realizzazione personale, alla ricchezza (se non per interposta persona), che hanno fatto rivoluzioni si ma che alla fine si sono omologate – in nome della parità di diritti – ad un sistema che non è in armonia con la loro vera natura

quindi per ognuna di noi, realizzarsi, guadagnare , vivere in autonomia oggi è un fatto che va molto al di là dell’esperienza personale

deve essere un movimento che ci vede unite, compatte, sicure, audaci, piene di amore e di fiducia

non si tratta di cambiare lavoro si tratta di cambiare sguardo, attitudine, modalità di manifestarci, obiettivi, intenzioni, desideri ….MISSIONE

Il femminile è legato alla madre terra…a una fonte fertile e generosa di vita, che non giudica, non priva, non limita

Possiamo lasciare andare il timore di ricevere tutto il nutrimento di cui abbiamo bisogno

Possiamo lasciare andare il timore di amate incondizionatamente, Possiamo lasciare andare la paura di essere “semplicemente noi stesse”

Lasciamo andare LA RINUNCIA e riconosciamo che la ricchezza è già in noi

Carine e Alexandra

Molte, moltissime cose ci legano da tempo: La nostra vita è stata costellata di eventi forti, perdite, profondi dolori che ci hanno portato a comprendere di più, a cercare risposte ma soprattutto a cercare “verità”, la nostra vera missione. Carine, Life Coach e fondatrice di Tenda Rossa a Milano e Alexandra, consulente di Metamedicina e fondatrice di Tenda Rossa a Genova. Insieme, abbiamo tessuto reti di donne e di sorellanza, di condivisione e ascolto, abbiamo ideato percorsi per il femminile dedicati alla maternità e alla ciclicità, e lavoriamo ogni giorno con donne che desiderano, fiorire e realizzarsi.

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