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LASCIARE ESSERE IL PROPRIO CORPO…. E FINALMENTE AMARLO

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Il corpo delle donne è un’ inno alla bellezza dalla notte dei tempi!

Rappresentato, dipinto, fotografato, proiettato, sognato… il corpo delle donne è sempre stato fonte di ispirazione per gli artisti certo, ma non solo…. 

Un corpo che rimane misterioso e affascinante, unico, che sia abbondante o secco, con le tette piene di latte e i fianchi tondi o con le tette piccole piccole, con la pancia tonda o con la pancia piatta… il corpo delle donne è bello come lo è Madre Natura.

Lo riconosciamo tutti, senza eccezione vero?

Ma allora perché facciamo così fatica ad accettarci e ad amare questo corpo così com’è?

Quante donne ho sentito dire “non mi piace… : il mio sedere, la mia pancia, il mio seno, il mio naso, i miei piedi, le mie mani, le mie braccia, i miei cappelli…”? Donne di qualsiasi età, colore, etnia…. Donne TUTTE BELLE al mio sguardo! Ma donne che si sentivano sempre in difetto per qualcosa.

Anche in me, ho sentito sin da quando ero molto giovane, questa necessità che il mio corpo FOSSE sempre “meglio” di com’era: con meno pancia, dei seni più fermi, senza ritenzione idrica, con delle gambe più muscolose…insomma una continua ricerca di un corpo diverso da quello con il quale mi svegliavo la mattina.

E poi un giorno ho capito, ho percepito, ho sentito che ero in negazione della mia forma, della mia bellezza naturale da sempre.

Mi potevano dire che ero bella, ma in fondo non ci credevo mai veramente.

La mia attenzione era su sempre quello che mancava o poteva essere “meglio”.

LE CONSEGUENZE DELLA NON ACCETTAZIONE DEL PROPRIO CORPO


Questo pensiero creava prima di tutto una sorta di SEPARAZIONE da me stessa e di conseguenza nutriva la mia ferita di abbandono e la mia paura di non essere amata (in realtà ero io a non amarmi, semplicemente).

In secondo piano mi costringeva a non rilassarmi mai: essere sempre alla ricerca della performance (mentale e fisica) per riuscire a raggiungere un potenziale obbiettivo, nemmeno tanto chiaro e pertanto irraggiungibile. 

Vivevo con, in mente, una proiezione del mio corpo in versione “migliore”, nel futuro, che mi avrebbe permesso finalmente di essere apprezzata e amata e allora si che avrei potuto rilassarmi…. 

Confondevo l’accettazione e l’amore, l’apprezzamento e l’appartenenza, le idee e la realtà.

Credevo di dovere rispondere a certi criteri per essere considerata veramente bella.

QUANTA FATICA!!!!! 

Quanti pensieri (spesso opposti tra di loro), quanti allenamenti in palestra faticosi e assolutamente non idonei alla mia natura, dai quali uscivo con la schiena rotta (mal di collo, mal di spalle….) ma con ancora la pancia come non la volevo!

(Anche perché la pancia delle donne può gonfiarsi e sgonfiarsi per mille motivi, ad esempio in relazione alle fasi del ciclo mestruale).

Ma cosa c’è sotto questo bisogno di essere bella?

Oggi vedo finalmente come attraverso quest’atteggiamento, questa negazione del corpo, quest’esigenza di essere bella “come lo dice la società”, agivo una paura molto più profonda: quella di non essere vista, amata, accettata. Quella di non potere avere una relazione che mi avrebbe permessa di non sentirmi mai più sola….

Che illusione! 

Tutta questa ricerca di una perfezione immaginaria e irraggiungibile.

UN’IDEA DI COME SAREBBE DOVUTO ESSERE IL MIO CORPO, mi teneva lontana da una cosa: ABITARLO, SENTIRLO, PERCEPIRE OGNI CELLULA, OGNI MOVIMENTO e aprirmi al PIACERE.

IL CAMBIAMENTO

Un giorno (e ti assicuro che ma non è mai troppo tardi!), mi sono svegliata, e ho sentito quanto era bello abitare il mio corpo.

L’ho guardato come un’opera della natura.

Ho guardato le sue macchie, le sue cicatrici, il colore della pelle, le sue rughe, le unghie, la pancia, il seno, il sedere, le cosce….

E ho ringraziato ogni parte di me. Ho ringraziato anche ogni organo.

Ho detto grazie grazie grazie. E ad ogni grazie il sorriso e la gioia si amplificavano.

Questa pratica nata spontaneamente mi ha permesso di collegarmi alla forza e alle fragilità del mio corpo e prendermene cura, attraverso il riposo, la delicatezza, il nutrimento, il movimento che ama (per me danzare per esempio o fare pratiche semi meditative come lo yoga),  il respiro, il piacere… e di conseguenza non essere mai più sola veramente!

A te donna, ho voglia di dire: qualsiasi sia il motivo profondo per il quale non apprezzi alcuni aspetti del tuo corpo, ricordati: lui è la tua casa.

E’ il luogo dove puoi sentire tutto: l’amore, la vita, le emozioni, il dolore, il piacere, le carezze, il sapore del cibo, il profumo dei fiori….

Lascialo essere. Potrebbe rivelarsi molto piacevole.


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femminile


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